Run! Bitch run! Ti aspettano nel foyer

RUN! BITCH RUN! TI ASPETTANO NEL FOYER

Ammettere un (con)tratto lugubre: quello con le sale cinematografiche, con le nuove uscite che rasentano l’imbarazzo. Mai come ora sottolineabile, doverosamente: che sul tempo, l’ossigeno in cui bruciano le visioni di ognuno, tutti si arrampicano e nel modo migliore. Che, con i sensi (r)affinati, stare appresso alle uscite cinematografiche equivale ad attendere l’autobus in un giorno di festa, Meek’s cutoff di Kelly Reichardt. Se poi a casa ognuno si fa le proprie maratone – dacci oggi il nostro festival quotidiano – le date dei film in uscita sembrano solo un reminder per fare altro: completarsi le filmografie, per dirne una. Attacchiamo dal basso, da spettatori, da f(am)elici. Adesso, ché ci voleva Riccardo Tozzi a far notare che Pirata e Cinefilo vanno praticamente in sincronia, DIY, e i distributori più grossi a credersi ancora ristoranti di lusso, importatori di pregio, che non raggiungeranno mai i buffet. Run! Bitch run! Inutilmente. Fare del proprio meglio per aspettare il nuovo Cameron Crowe, che uscirà giugno, ed insieme pensarci tre volte prima di andare a vedere Hunger di Steve McQueen con anni di ritardo. Parliamo di tutto, silenzioso positif che talvolta si sveglia, ucronici, del Verboten e di tutto quel che si aggira attorno, stanchi. Agganciati al paradosso-nuova-regola: fare/mettere a fuoco quello che non c’è, nutrirsi di negazioni, avvicinando il lontano s/t. Ed è così che la Biancaneve di Tarsem Singh, anche se esce quasi ovunque adesso, serve prima di tutto a parlare degli altri film del suo regista, già ubriachi nel foyer -  che poi è solo un nome per parlare di Cinema.

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