visioni

ESTATE ‘85 di François Ozon

Regia: François Ozon
Sceneggiatura: François Ozon
Cast: Félix Lefebvre, Benjamin Voisin, Philippine Velge, Valeria Bruni Tedeschi
Anno: 2020
Produzione: Francia, Belgio

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Che gioia ritrovare Ozon darsi a un racconto denso, dolceamaro, totalmente cinematografico. Ancora un volta il regista francese è in grado di mescolare molti elementi riuscendo a fare un cinema pieno, cristallino, deciso, mai sbrodolato.

Già succedeva con Grazie a Dio (che affrontava un tema ben più spinoso come la pedofilia) di ritrovarsi davanti a un film compatto e che non straborda mai. Perché per Ozon la priorità è sempre e comunque il cinema, il rimpasto di generi, la narrazione romantica, la dimensione “altra” che solo il racconto per immagini può offrire.

Gli 80s, abilmente incorniciati da un battage pubblicitario che cerca di baitare i fan di Call Me By Your Name, sono la spinta di colore che permette a Ozon di stratificare quella che alla fine è un racconto thriller e d puro romanticismo: ogni elemento del film, dalla storia d’amore a ciò che di tragico avviene, viaggia come una striatura dalla tinta differente.

Film arcobaleno, in questo senso, in cui nessuna componente prevalica l’altra, permettendo un pieno godimento, ora formale, ora di denso romanticismo, ora vacanziero, ora spaventato.

E, come nelle sue migliori prove, Ozon non teme di esagerare e lo fa alla grande, spingendo sul pop e sul fantasioso ogni qualvolta se ne presenti la possibilità, con un culmine in quello che poi è il titolo del romanzo da cui il film è tratto.

È questa nuovamente la forza di Ozon, che moltiplica e frammenta, carica e scarica, alleggerisce e rende immanente: mentre la mdp fluidifica, i colori regnano, i baci rubati costellano, il dolore si stempera, l’energia kitsch esplode.

E ancora dobbiamo ringraziarlo, affabulatore sincero, mescolatore di umori, affamato di cinema e di racconto, santificante quanto amaro narratore.

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